Napoli un Paese nel Paese.

La morte del ragazzo di Napoli, causata da un colpo di pistola sparato da un agente delle Forze dell’Ordine, è sotto gli occhi di tutti, come sotto gli occhi di tutti sta arrivando la macabra foto del ragazzo a torso nudo con il colpo sparato.

La medesima fattispecie offre uno spettacolo che è una manifestazione quasi veritiera della napoletanità.

Napoli contro lo Stato e che pretende dallo Stato. Testimoni oculari creati ad hoc pur di attaccare le Forze dell’Ordine che, assodate le loro colpe, meritano un rispetto degno di uno Stato civile. A Napoli non c’è Stato, regna tutto quello che Stato non è. Regna il Sistema, ovvero lo STATO PARALLELO che ingloba e bypassa lo Stato reale. Essere un agente di Polizia a Napoli significa vivere una guerra al pari delle guerre che si combattono nei Paesi implicati nei conflitti. Per una buona fetta di Napoletani lo Stato non esiste, figuriamoci le forze di Polizia, esiste il Sistema.

Nessuna Legge o prassi ha legittimato l’Agente a sparare e colpire mortalmente il ragazzo ma bisognerebbe andare oltre i fatti raccontati e ipotizzare che il ragazzo può aver provato egli stesso a sparare all’Agente. Follia? Forse, ma non troppo. A Napoli non esistono prove ma costruzioni ad hoc della realtà, dagli incidenti agli accadimenti più gravi.

Napoli non è terra di Nessuno ma terra di forze che vanno oltre e che mantengono una città ed il suo popolo. Napoli ha smesso di rialzarsi a un certo punto. Napoli senza Antonio Bassolino alla guida non è più una Città, ma un Paese nel Paese con regole che non si applicano nel resto della Nazione.

A Napoli “s’adda campà” ed è questa la magia della città più colorata e viva d’Italia, dai vicoli ai quartieri Napoli è una magia che non potrà spegnersi mai. Oggi però, e ormai da tempo, è tutto fuori controllo: non esistono più equilibri capaci di garantire tranquillità nella cittadina partenopea. Gli equilibri, nel bene e nel male, hanno avuto un preciso nome e cognome: Antonio Bassolino.

Probabilmente certi accadimenti anche con lui Sindaco avrebbero avuto reale manifestazione ma al tempo stesso il caos che si vive in questi anni, con la città in mano ad un Sindaco che non esiste, è assordante. Non vivo a Napoli ma spesso vivo Napoli. E Napoli merita amore, non morti.

L’altra faccia della napoletanità è riscontrabile nello scatto che sta facendo il giro del web e che vede ritratto il giovane con la pallottola mortale. Una indecenza senza il minimo rispetto della vita umana ma che ricalca quei tratti della platealità che è un carattere tipico dei napoletani: il lutto è tragedia, l’evento è notizia e una vita umana fa clamore.

Dispiace che a morire sia stato un giovane di neppure diciott’anni ma dispiace anche l’atteggiamento di aggressione che si è registrato immediatamente dopo verso le Istituzioni e le Forze dell’Ordine. La Magistratura dovrà fare il suo corso e noi dobbiamo difendere lo Stato, evitando riflessioni stupide e l’accostamento dell’accadimento ad altri che qualcuno ha ritenuto essere simili. Questa morte è un incidente e non qualcosa di premeditato. Rispettiamola e rispettiamo, almeno noi, lo Stato, altrimenti ancora una volta faremo il gioco del Sistema.

http://www.fabiolottino.it

Apparso su Il Quotidiano della Basilicata

20140911-141301-51181275.jpg

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: