L’Italia dei bonus è l’Italia della crisi che non c’è.

Non scherziamo, la crisi c’è ed è profonda ma è, al tempo stesso, una crisi estremamente relativa. Una crisi fondata sui sondaggi e non sull’obiettività della realtà perché, in un certo senso, fa comodo così.

I poveri sono sempre esistiti ed esisteranno sempre, sarebbe follia pensare alla essenza di povertà all’interno di una società. Oggi, però, ci ritroviamo un fenomeno tutto nuovo ed è quello dei nuovi poveri. I nuovi poveri mangiano, o in ogni caso potenzialmente potrebbero mangiare, ma molto spesso non possono permettersi quel che vorrebbero permettersi.

La crisi che stiamo vivendo, mi spiego, è una crisi creata dal marketing, non quello comunicativo ma quello del prodotto in senso stretto (gli esperti lo definirebbero hard – duro), in quanto il marketing crea attraverso le forme più svariate di messaggio e, soprattutto, l’uniformazione i bisogni dei consumatori. Bisogni che, a differenza del 1950, non sono il cibo, l’acqua o il metano, bensì beni apparentemente superflui che il marketing rende necessari per una vita dignitosa.

Basti pensare ai prodotti della nuova tecnologia, alla moda di medio prezzo o anche alle spese legate al benessere, chi non possiede tutto questo si sente povero.

Potrei dilungarmi a spiegare il mio senso di povertà di questa tipologia di individuo ma mi limito a definirli poveri d’animo, semplicemente, perché appunto le esigenze primarie sono ben altre e riguardano una piccolissima fetta di popolazione.

Quanto esposto è dimostrato dalla finalità che aveva il PRIMO BONUS RENZI di 80 euro, ovvero la stimolazione dei mercati e tutti quelli che sono venuti di seguito ma anche le lunghe code in attesa dell’iPhone 6 o per l’ultimo ritrovato della tecnologia. In fondo è una crisi che non c’è fattivamente ma è devastante mediaticamente.

Il Governo gioca con questa fattispecie e nel frattempo continua a fare il gioco delle lobbyes che in questo Paese stanno derubando tutto per portarlo all’estero e, nel frattempo, impoveriscono la Nazione. Dietro la parola crisi ci sono in quest’epoca i più meschini interessi ed il Premier Matteo Renzi è solo un burattino in mano a certa finanza, che con una mano ci regala il “bonus” e con l’altra ci deruba della nostra identità.Renzi-6-2xrxp5m8dkx43l64xct24q

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