Ri – comincio 

Le abitudini sono nella vita il peggior modo per essere, eppure ve ne sono alcune che in qualche modo riescono a farci sentire più di altre quanto la vita è bella. Ho scritto su questo blog fino ad agosto 2015 e poi, d’improvviso, la quotidianità l’ha fatta da padrona. Noi siamo, tutti, vittime di una quotidianità dove il lavoro e spesso le necessità vitali ci allontanano anche dalle nostre propensioni e, come tanti sanno, lo scrivere e l’argomentare é una mia naturale propensione, forse vitale.

È trascorso un anno, o poco più, come a me piace dire, eppure in questo anno ne sono accadute tante. Viaggi, formazione, lavoro ma soprattutto nozze, con una donna unica e splendida nel suo genere: mia moglie Stefania. Stefania è ragazza moderna e donna d’altri tempi nel contempo, soprattutto una complice amica ed attenta amante della mia indaffarata vita che, spesso, mi vede giocare a ping pong tra un luogo e l’altro. Le nozze, una magia ed un viaggio, anche questo, come il resto della mia vita, solo che adesso la mia vita è insieme a lei. 

Vorrei scrivere molto ma mentre penso e d’istinto il nostro matrimonio è una costante ma variando la direzione di sguardo in periferia intravedo nonna, la nostra super nonna che proprio qualche giorno prima del 16 agosto è volata via lasciandoci dei grandi ed umili insegnamenti. I nonni sono spesso il collegamento tra i figli e i genitori ma lei è stata molto di più, un focolare per la sua grande famiglia ma soprattutto una maestra di vita capace di indirizzare ciascuno della sua famiglia verso la giusta strada e, ne sono convinto, meriterà che tutti quanti noi la onoreremo nel lavoro e nella famiglia sempre. Ne parlo poco, sicuramente perché per me è ancora qui con noi.

Oggi, nel mio primo viaggio da solo con la fede al dito, ho deciso di cominciare a scrivere ancora, e non ri – cominciare, perché dal 16 agosto è iniziata una nuova vita, unica, di noi due ciascuno nel proprio io ma fusi in noi. Troppo miele forse, ma in realtà è la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta. E lo scrivo mentre aRrivo a Firenze, diretto a Vinci, luogo che ho imparato ad amare grazie a te che, nei momenti più duri, anche lontano mi sei stata vicino e hai contribuito alla mia costante crescita professionale. Sono davvero fortunato ad avere lei e due genitori che, nonostante sia un ragazzo viziato, mi hanno lasciato fare sbagliando e sbattendo contro tanti muri prima di arrivare ad essere quel che sono. Mi sembra incredibile tutto quanto accaduto in questo anno ma, in effetti, è una magnifica realtà che giorno dopo giorno si è costruita tra respiri, ansie e buona volontà. Grazie vita.

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