Come sulle nuvole.

Un viaggio in aereo ti dona una sensazione unica, rappresenta uno dei pochi momenti in cui puoi stare letteralmente tra le nuvole e dedicarti ai pensieri più svariati che, molto spesso, non riusciamo a approfondire. Stando tra le nuvole e senza essere connessi, per un’ora o più, riesci a connetterti maggiormente con te stesso. La tua anima inizia a parlarti.

Viviamo l’epoca della maledetta connessione dal primo pensiero al mattino all’ultimo alla sera siamo connessi. Wi-Fi, Umts, Gps. Una nuova pesante e ingestibile schiavitù verso la quale siamo divenuti, inconsapevolmente impotenti.

L’essere connessi ci rende, paradossalmente, consciamente leggeri ma inconsciamente meno liberi. 

Like, commenti, post, tweet. Gli stati d’animo odierni molto spesso dipendono da quel che attraverso un dispositivo di appena 5 pollici leggiamo, o meglio vediamo. Perché sempre meno di rado siamo soliti vedere e non leggere, piombando nella sommarietà più assoluta che ci sta facendo divenire tutti più ignoranti.

Le fake news, ad esempio, dimostrano quanto la “generazione 5 pollici”, che include un arco di età che parte dai 10 anni e finisce ai 70 e oltre, si caratterizzi per l’essere creduloni. Così tutti i big muoiono prima di morire, le catastrofi si annunciano e per fortuna, delle volte, non avvengono. 

Siamo distratti, al punto che non leggiamo nemmeno la fonte di una notizia ed il relativo indirizzo internet. Condividiamo ignoranza. Beata.
Forse fra qualche tempo la rotta cambierà e finalmente torneremo ad essere liberi. Come sulle nuvole.
Lo scrivo facendo mea culpa sia per quel che è stato che per quel che sarà, perché sono cosciente che tali parole le avrò dimenticate scese da questo volo per Roma da Atene. O probabilmente le avrò semplicemente messe da parte, come tanti di noi fanno quando ricomincia la routine quotidiana e non si vuole stare troppo tempo a pensare a cose che richiedono impegno e riflessione.
Basterebbe iniziare a spegnere il Wi-Fi alla notte, a rinunciare un paio di ore al giorno al dispositivo di 5 pollici e parlare, parlare di più tra noi. Umani, e non virtuali. 
Anche i virtuali hanno iniziato a parlare tra loro, come dimostrato dai BOT robot che Facebook ha opportunamente disattivato, e noi non riusciamo più a farlo. Leggiamo poco, pochissimo. Anche quando andiamo in bagno, non c’è più il giornale ma il 5 pollici con noi. Maledetto compagno di viaggio.
Eppure tra le nuvole si sta così bene.

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4 Comments

  1. Ciao Fabio, sono molto d’accordo con te. Mi hai fatto riflettere sulle mie recenti scelte : ho cambiato mezzo per i miei viaggi di lavoro proprio per evitare l’ansia e godere di una connessione che riempia i momenti . Dal volo al treno… Mumble mumble…

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