La parabola del Black Friday

Qualche anno fa è sbarcato commercialmente, anche in Italia, il Black Friday (“venerdì nero” in inglese). Negli Stati Uniti il giorno successivo al Giorno del ringraziamento e tradizionalmente dà inizio alla stagione dello shopping natalizio. Si tratta di un giorno, per quanto non festivo, particolarmente importante sotto l’aspetto commerciale poiché costituisce un valido indicatore sia sulla predisposizione agli acquisti, sia indirettamente sulla capacità di spesa dei consumatori statunitensi, tanto da essere attentamente osservato e atteso dagli analisti finanziari e dagli ambienti borsistici statunitensi e internazionali. Per alcuni l’espressione Black Friday è nata a Filadelfia e deriverebbe dal pesante e congestionato traffico stradale che si sviluppa per l’occasione in quel giorno.

Venendo al nostro Paese innanzitutto andrebbe precisato che non esiste un Giorno del Ringraziamento e che, come sempre, degeneriamo in qualsiasi cosa possa avere un ottimo presupposto e delle più che buone conseguenze. Le città sono da giorni pieni di manifesti pubblicitari con riferimento al Venerdì Nero, ed il web ancor di più. Personalmente ritengo tale operazione, che ho testato personalmente, inutile commercialmente parlando e che pone ogni imprenditore dinanzi ad un forte rischio il giorno successivo, farsi percepire incoerente. Come spiego al mercato, e ai miei clienti, che il 40% del Venerdì Nero era ed è soltanto una eccezione? Quanti i giorni successivi pretenderebbero di farmi chiudere un occhio?

Ho dato una occhiata alle pre-offerte dei negozi di elettronica e ad alcune delle proposte on-line ove non ho visto nulla di eccezionale rispetto alla solita boutade promozionale che non fa altro che disorientare i consumatori. Io preferirei un mercato con prezzi sempre costanti ove l’eccezione di un certo periodo dovrebbe essere “l’attenzione”, con sconti entro il 20%. Invece ora è tutto un bluff, e lo dico da  rivenditore di molte major del mio settore e da osservatore del mercato in generale: i prezzi sono ultra gonfiati in partenza per arrivare poi a saldi estremi fino al 70%. 

Non vorrei rovinare le convinzioni e la festa ad alcuno, ma i saldi e le finestre come il Black Friday, non sono altro che una bolla commerciale con la quale non facciamo altro che pagare il giusto.

Mi direte poi i veri risultati, tra i commercianti e i consumatori, per me è il solito flop di questa finta epoca moderna. Detto questo, e con la consapevolezza di ricevere molte critiche, buon Venerdì Nero a tutti ma io, di Nero, preferisco il maialino.

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