GROUPON fenomenologia dell’affare a basso costo.

Groupon in Italia è davvero un fenomeno che non si ferma, sia dal punto di vista dei venditori che da quello dei consumatori. A dire il vero nel “Sistema Groupon” entrambe le parti sono consumatori – compratori: il venditore compra un servizio, inteso come marketing, e il compratore reale acquista invece il bene finale, sia esso un servizio o un bene.

Per il compratore finale ogni deal (offerta) ha le sembianze dell’affare quasi irrinunciabile. Per tanti è ormai buona norma ogni mattina al risveglio leggere le email dal proprio smartphone e tramite la app dedicata verificare le offerte attorno a te: pizze a 1 €, pulizie del viso a 9 €, occhiali da vista a 16 €, menù completi nei ristoranti per 2 a 19 euro, percorsi Spa di coppia a 14 euro, …, affari da non perdere.

Certamente, AFFARI.

Provo, senza la presunzione dell’esattezza, a spulciare nel dettaglio questi “AFFARI” che tutti stiamo inseguendo. Prendiamo, ad esempio, il deal “menù completo a 19 euro”: il costo per il consumatore è di 19 euro come indicato ma il costo per il venditore è pari a 9,50 euro più iva 22% pari a oltre 11 euro, ergo al venditore rimangono appena 8 euro. Quanto detto nonostante Groupon emetta regolare fattura e quindi il venditore recupera il trimestre successivo l’iva (se non è già a credito) e detrae dalle tasse l’importo pagato. Pertanto al venditore “rimangono” circa 8 euro per preparare un pranzo o una cena per due fatta bene: antipasto, primo, secondo, contorno, calice di vino, acqua. 4 euro a persona per un pranzo completo e senza menzionare i costi di gestione: una follia!!!

L’affare, troppo spesso, è un PACCO per il consumatore o per il venditore o per entrambi: il venditore può scegliere di sfruttare Groupon come strumento di marketing ma con costi elevatissimi, di ottimizzare le rimanenze e quindi cucinare ciò che rimane o, infine, di usare prodotti di bassissima qualità.

Basta riflettere, fare due conti e comprendere che la macchina Groupon è una macchina perversa che arricchisce il circuito a danno del venditore e senza alcun vantaggio per il compratore.

Ho usato l’esempio dei deal della ristorazione per evitare conflitti di interesse con il mio settore ed anche perché tutti quanti noi, spesso, siamo tentati di approfittare di questi affari. Sia come compratori che come venditori. Avere il negozio pieno di coupon a 16 euro serve a ben poco, figuriamoci un ristorante. Viene persa l’idea della qualità e della giusta remunerazione del lavoro.

Io, personalmente, ho acquistato per provare vari deal e facendo un confronto tra un menù sushi per due tra uno di 24 euro ed uno di 49 euro, presso due ristoranti differenti, posso concludere che non c’è paragone ed il buono si paga, sempre.

Il potere, come mi ha detto qualcuno, è in mano al consumatore.

A voi, a noi… …gli “AFFARI”!!!

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