Il vero nemico non è sui barconi.

La mia storia politica, anche se attualmente in stand-by, mi ha sempre visto coltivare i valori e le fondamenta della destra italiana. Quella destra che difficilmente si è scambiata con i populismi e ha fatto la gavetta per arrivare nelle Istituzioni. Penso a Giorgio Almirante, a Gianfranco Fini, a Pinuccio Tatarella. Brave persone, guidate da ideali e sentimenti. La storia degli ultimi anni è altra cosa.

Vivo con imbarazzo questo vuoto politico, soprattutto perché oggi occupato dai populismi più beceri. Non mi sto riferendo al Movimento Cinque Stelle, oggi vera forza popolare che sopperisce il vuoto della sinistra in questo Paese, ma alla Lega Nord. Lega Nord, perché per me non cambieranno mai. Prima i cattivi eravamo noi meridionali, ma oggi i voti di Castel Volturno e San Giovanni a Teduccio servono come anche quelli della Locride e non solo, e al sud sono stati così stupidi da votare, e continuare a votare, chi per oltre un quarto di secolo ci ha accusati di essere ladroni ed il cancro nazionale. Voglio molto bene al Senatore Pasquale Pepe, con il quale ho condiviso un percorso politico e che nutre la mia stima infinita, ma mi chiedo come possa andare a dormire la notte sereno con la sua coscienza verso il suo popolo e la sua terra. In ogni caso il nemico per questi uomini, per i ladroni dei 49 milioni di euro e non solo (bisognerebbe scoprire come sono state amministrate le istituzioni al nord e quante sporcizie sono state fatte), il nuovo nemico è l’immigrato. Colui che arriva con i barconi, colui che alla Lega come agli altri partiti, nelle persone dei dirigenti, garantisce business con le case accoglienza. Queste donne e questi uomini, sono poveracci, venuti da terre lontane subendo violenze e rinunciando al proprio essere con una speranza di vita nuova. Eppure noi li releghiamo nelle case accoglienza, senza capire quanto anche l’immigrato possa essere necessario per il sostentamento economico e sociale del Paese.

Certo tutto va regolato meglio, vanno regolati i flussi e le gestioni di queste persone una volta arrivati in Italia. Servono all’agricoltura come ai lavori manuali, ormai schifati dai giovani italiani figli di mammà e papà. Il vero nemico è altrove. Ma è intoccabile.

Il vero nemico ha gli occhi a mandorla, viene sempre da lontano, e ha i colletti bianchi. Sui cinesi nulla ha da dire il Ministro degli Interni, amante delle dirette social e delle donne che gli stirano le camicie, perché i cinesi stanno facendo fare grandi business agli imprenditori del nord. Primo su tutti Silvio Berlusconi, come sempre, che tiene le fila con tutti i giochi portati avanti nelle cessioni del Milan e come lui altri, ormai i cinesi sono mischiati pienamente in questa melma. E come disse qualcuno negli anni 90′ “dove c’è pallone c’è puzza di cacca”. Ecco tutto. I cinesi stanno impossessandosi del Paese senza che qualcuno lì fermi. Hanno in mano rioni interi delle grandi città, basti pensare Napoli, Firenze, Padova, Roma. Eppure per Matteo Salvini, giustamente indagato, il problema sono i barconi.

La verità è che come sempre si vuole provare a buttare fumo negli occhi degli italiani che come sempre non vogliono vedere e si fanno accecare da chi cavalca l’onda con ignoranza e becero populismo. Eppure qualcuno dovrebbe ricordare al Ministro che neppure lui è stato eletto, ovvero gli italiani non hanno chiesto questo Governo della ciambotta ma una idea chiara di Paese moderno e avanzato. Nessuno ha eletto il Presidente ombra Conte e i due Vice Premier facenti funzione di capo senza responsabilità, Di Maio e Salvini, ma come giusto che sia sono frutto di compromessi volti a garantire la governabilità.

Io sto dalla parte degli Immigrati, sperando in una gestione nuova ed equa dell’immigrazione che garantisca la crescita del Paese. Chissà, fra 10 anni e dopo aver fatto sparire qualche altro centinaio di milioni di euro (…), anche i “neri” saranno buoni a Matteo Salvini come oggi i Meridionali che voleva vedere morti.

*ringrazio per lo spunto alle mie parole Roberto Colella, che nei suoi concerti con La Maschera, mi ha fatto tanto riflettere e riempito di una visione che non avevo.

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